FONDAZIONE EUROPEA PER LA PSICANALISI


Litura
LA FONDAZIONE

Composizione del Bureau attuale della Fondazione


Presidente : Luigi Burzotta
Vicepresidenti : Roland Chemama, Claude-Noële Pickmann
Segretario Scientifico : Claus-Dieter Rath
Tesoriere : Gorana Bulat-Manenti


Luigi Burzotta, eletto il 23 maggio 2008 nuovo Presidente della Fondation Européenne pour le Psychanalyse, invia a tutti i membri, il seguente messaggio:

Desidero innanzitutto esprimere a nome mio e di tutto il Bureau uscente, l’apprezzamento per la moderazione e lo stile che hanno caratterizzato i 2 anni di Presidenza di Claude Dumézil. Sono tuttavia sicuro, poiché ho il privilegio di avere la sua amicizia, che potrò contare nei prossimi 2 anni sui suoi ponderati consigli. Allo stesso modo rivolgo il mio pensiero di riconoscenza a Vannina Micheli-Rechtman e a Juan Bauza, membri uscenti del Bureau, per la cordialità che ha sempre caratterizzato la nostra collaborazione.

Rivolgo finalmente l’espressione della mia più viva gratitudine a tutti i Membri della Fondation che hanno partecipato, sia direttamente che rappresentati per delega, all’Assemblea Generale del 23 maggio, della quale darò conto qui di seguito, trascrivendo il Verbale. Rivolgo altresì un saluto a tutti quei membri che per varie ragioni non hanno potuto partecipare a quest’ultima riunione e che mi auguro vivamente di poter incontrare e salutare personalmente nelle prossime riunioni di lavoro. Dal Registro dei Verbali:

«VERBALE N. 3; 23 maggio 2008 ore 18,15.

Oggi 23 maggio 2008 si riunisce nella sala Capizucchi del Centro Italo Francese di Cultura di Piazza Campitelli n. 3 a Roma l’Assemblea Generale della Fondation Européenne pour la Psychanalyse con il seguente ordine del giorno :

1- Rapporto dell’attività da parte del Presidente

2- Rapporto finanziario del tesoriere

3- Elezione del nuovo presidente

4- Costituzione del nuovo consiglio (Bureau)

Sono presenti i seguenti membri: Baravalle Sugasti Graziella, Bauza Vallespir Juan, Barberis Orsola, Belli Giampiero, Bottone Mario, Brunschwig Olivier, Bulat-Manenti Gorana, Burzotta Luigi, Chemama Roland, Decant Françoise, De Neuter Patrick, Dumézil Claude, Fava Dauvergne Chatherine, Godefroy Melene, Gravina Maria Grazia, Gurnari Maria Carmela, Hoffmann Christian, Lippi Silvia, Mele Amalia, Micheli-Rechtman Vannina, Morucci Maria Pia, Muñoz-Baema Maria José, Pickmann Claude-Noëlle, Pilati Silvia, Pinto Maria Concetta, Rath Claus-Dieter, Safouan Moustapha, Rengifo Francisco. Sono rappresentati per delega: Barbieri Renata, Bremond Bernard, Caròla Paola, Edwards Pecoraro Marcelo, Juredien Annick, Marangon Maria Pia, Navarro Fernandez Rosa, Pommier Gerard, Sabathe Briasco Gloria, Sainsaulieu Liliane, Sauget Denise, Schwartz Maria Vilma, Stryckman Nicole.

Presiede Claude Dumézil.

Il presidente esprime un apprezzamento per il clima sereno di collaborazione, con il quale si è svolto il lavoro del Consiglio (Bureau), che ha favorito la messa in opera di momenti costruttivi di ricerca scientifica tra i membri della Fondation, sia tramite gli scambi a distanza, che grazie all’organizzazione, nelle varie città europee, Berlino, Nantes, Parigi, Barcellona, Roma, Padova e Napoli, di Seminari periodici permanenti e di Giornate di Studio, che hanno apportato una certa crescita di fervore e di tensione nella ricerca e hanno trovato la loro espressione nel 7° Congresso della Fondation a Parigi nel novembre del 2007. Il lavoro riparte e prosegue con queste Giornate di Maggio 2008 a Roma, in preparazione del 8° Congresso della Fondation, che si terrà a Napoli nel mese di novembre dell’anno 2009. A questo proposito il Presidente lascia la parola a Roland Chemama e a Christian Hoffmann, che illustrano il loro lavoro seminariale periodico che hanno tenuto e continuano a tenere a Parigi presso l’École Normale Supérieure, sul tema dell’Idealizzazione. Claus-Dieter Rath parla del suo lavoro a Berlino nell’ambito delle Associazioni di cui fa parte e che collaborano autonomamente con la Fondation, Juan Bauza fa un quadro dell’attività dei membri in Spagna, compreso il seminario tenuto da Marcelo Edwards Pecoraro a Barcellona, e Luigi Burzotta infine parla del legame di lavoro che si è instaurato tra i membri italiani della Fondation nelle Città italiane del Veneto, di Roma e di Napoli. Per tutto questo lavoro svolto il Presidente chiede l’approvazione dell’Assemblea, che approva all’unanimità. Quindi il Presidente lascia la parola alla Tesoriera, Vannina Micheli-Rechtman, che illustra sia lo stato di benessere del bilancio economico della Fondation, grazie all’amministrazione oculata dello stesso, che l’ordinata conduzione di Segreteria Generale, per la quale si è avvalsa dell’ausilio tecnico di Nelly Bethune. Il Presidente chiede dunque all’Assemblea l’approvazione del bilancio economico, che viene approvato all’unanimità. Il Presidente esprime infine il suo ringraziamento per il prezioso lavoro tecnico di segreteria, espresso da Silvia Lippi insieme con la gestione del Sito, condotta quest’ultima con l’ausilio informatico di Sébastien Maumon, e chiede anche per questo l’approvazione all’Assemblea che approva all’unanimità.

Si passa quindi alle operazioni preliminari per l’elezione del nuovo Presidente della Fondation. I candidati alla nuova presidenza sono: Luigi Burzotta, Roland Chemama e Claude-Noëlle Pickmann. Si stabilisce il criterio che i due, dei tre candidati, che non risulteranno eletti, saranno di fatto considerati eletti alla Vicepresidenza. L’assemblea si esprimerà in un secondo momento per i candidati alle funzioni di Tesoriere e di Segretario Scientifico, alle quali si candidano rispettivamente Gorana Bulat-Manenti e Claus-Dieter Rath. Vengono distribuite le schede elettorali, per l’espressione del voto, ai membri in regola con il pagamento delle quote annuali fino all’anno 2008, sia ai membri presenti che a quelli rappresentati per delega, nel numero totale di 41 schede. Il voto è espresso segretamente e le schede sono deposte nell’urna elettorale predisposta sul tavolo della Presidenza. Si procede quindi allo spoglio delle schede votate con il risultato che hanno riportato voti: Luigi Burzotta voti 30, Roland Chemama voti 8 e Claude-Noëlle Pickmann voti 3. Viene dunque proclamato Presidente della Fondation, Luigi Burzotta e sono di seguito approvati Vicepresidenti, Roland Chemama e Claude-Noëlle Pickmann. L’Assemblea elegge quindi all’unanimità Claus-Dieter Rath alla carica di Segretario Scientifico e Gorana Bulat-Manenti alla carica di Tesoriere della Fondation. Esauriti così i punti all’ordine del giorno l’Assemblea è tolta alle ore 20. Firmato, Claude Dumézil ».

L’Assemblea Generale della Fondation, riunitasi subito dopo la conclusione della prima tra le due Giornate di Studio tenute a Roma sul tema dell’Idealizzazione, si è svolta in un clima sereno che ha caratterizzato ognuno dei suoi momenti, dall’analisi del lavoro svolto all’approvazione del bilancio degli ultimi due anni, compreso il momento in cui è stata richiesta l’espressione di un voto per il rinnovo delle cariche.

L’auspicio che si può esprimere è che da questo clima di collaborazione costruttiva possano prendere l’avvio alcune proposizioni per il rilancio della Fondation. A tal fine devono essere favorite quelle iniziative che possono manifestarsi da parte dei membri, nelle quali si possa ravvisare un desiderio di operare, non disgiunto dall’impegno personale di chi si fa proponente. In questo la nostra attenzione deve essere rivolta soprattutto alle proposte che possono venire dai membri più giovani.

S’intende che resta al Bureau il compito di vagliare, valutare e incoraggiare ogni nuova iniziativa, come quell’istanza che sia in grado di cogliere ciò che c’è di nuovo nelle nuove proposte; in quanto il richiamo ai giovani non è semplicemente generazionale, ma mira a riconoscere, in ciò che contrasta con le abitudini mentali ormai consolidate, il valore innovativo dell’invenzione. Intendo dire che anche un giovane può riproporre un’abitudine stantia se assume delle pose rivendicative, che sono essenzialmente contrarie alla psicanalisi, che per se stessa richiede l’invenzione per rinnovarsi. Il momento creativo dell’invenzione esige un atto preliminare di pulizia, che faccia quel vuoto attorno al quale il vasaio ricomincia ogni volta ex nihilo. Credo sia questo il senso dell’appello di Lacan a reinventare la psicanalisi. È in ogni modo quest’appello che qui rilancio come fondamento, perché possiamo assumerlo come impegno a favore della psicanalisi nella nostra prospettiva europea.



Preambolo

Dieci anni dopo la sua creazione ad opera dei suoi iniziatori è venuta la necessità di riattualizzare l’inquadramento giuridico della Fondation Européenne pour la Psychanalyse su basi più sicure e più chiare.
Nel mese di settembre 2003 si è tenuta a Bruxelles una riunione del bureau allargato, composto dai quattro iniziatori con i membri del segretariato internazionale.
Nel corso di questa riunione è stato deciso di dare alla Fondation lo statuto di una Associazione denominata Associazione Fondation Européenne pour la Psychanalyse, denominazione non autorizzata in Francia, ma che la legge italiana aveva già permesso nel passato (25-3-1992).
Grazie alla dr. ssa Muriel Drazien e alla dr. ssa Paola Carola, che avevano assicurato quel primo inquadramento legale della Fondation nel 1992, ha avuto luogo presso lo studio di un notaio a Roma il 14 maggio 2004 una riunione, alla quale ha partecipato la maggior parte dei membri del bureau allargato che si erano riuniti a Bruxelles.
Nel corso di questa riunione a Roma, che aveva il valore legale di un’assemblea generale, i partecipanti hanno dapprima approvato il nuovo statuto della Fondation, di cui si troverà qui sopra sia il testo italiano che la traduzione francese. Quindi hanno proceduto all’elezione del nuovo bureau della Fondation. Sono stati eletti : Moustpha Safouan, presidente, Claude Dumézil e Luigi Burzotta, vice presidenti, Virginia Hasembalg, tesoriere, e Joan Bauza, segretario scientifico. Questo bureau resterà in carica per statuto fino al 14 maggio 2006, data in cui entrerà effettivamente in carica il nuovo bureau che sarà designato per elezione già nell’assemblea generale che avrà luogo in occasione del congresso di Padova.
È importante rilevare che queste modifiche del nostro statuto non cambiano niente quanto al posto che la Fondation Européenne pour la Psychanalyse si è dato all’interno del movimento psicanalitico internazionale, così come è stato definito dai quattro iniziatori nella prefazione dell’annuario 2000, qui sopra riprodotto, né ai compiti che ne derivano.
Ricordiamo che la Fondation Européenne pour la Psychanalyse non è una istituzione psicanalitica, nel senso in cui una tale istituzione fa della formazione degli analisti il suo compito prioritario. Essa è un luogo che permette a degli analisti appartenenti a differenti istituzioni o non appartenenti ad alcuna, ma anche ai non analisti, di procedere a degli scambi, relativi alla teoria psicanalitica, alleggeriti dal peso della psicologia di gruppo, segnatamente per quanto concerne le sue connessioni con il campo scientifico, nel senso più largo del termine, e soprattutto per quanto concerne le sue incidenze sul piano istituzionale.
A questo scopo abbiamo organizzato delle giornate consacrate alla pratica di Lacan. Le comunicazioni fatte nel corso di queste giornate appariranno sotto la forma di un’opera collettiva e speriamo che esse costituiranno un passo, seppur minimo, verso la delucidazione di ciò che C. Dumézil chiama “la pratica istituzionale” di Lacan.
In vista della preparazione del congresso di Padova sulla psicanalisi e la scienza, abbiamo anche organizzato una serie di mezze giornate consacrate a questo tema. Aggiungeremo questo anno un’altra serie consacrata alla sessualità femminile, tema che, meglio di ogni altro, permette di chiarire il senso della “funzione fallica”. Riteniamo che questa attività prepara il terreno per abbordare il tema che proporremo, al congresso di Padova, come tema del congresso successivo : la questione della fine dell’analisi e le sue incidenze istituzionali.
Notiamo, per altro, che l’intervento dello stato nel dominio di ciò che esso chiama (in Francia) la “protezione della salute mentale” è continuato a crescere dopo la stesura della prefazione dell’annuario 2000. Ricordiamo dunque la posizione della Fondation su questa decisiva questione, come si è potuto evincere dagli scambi che hanno avuto luogo nel corso delle giornate ad essa consacrate.

1. La psicanalisi deve restare lontana sia dallo stato che dalla chiesa. Il riconoscimento e l’autorizzazione dell’analista non potrebbero in alcun caso dipendere dallo stato.

2. Nel caso in cui lo stato insistesse per introdursi nella “casa di porcellana” per riprendere l’espressone della prefazione del precedente annuario (2000), noi scegliamo il male minore, diamo cioè la nostra preferenza a una legge che fa dipendere il riconoscimento dell’analista dal riconoscimento che gli è dato dalla istituzione psicanalitica.

3. Il carattere specifico dell’esperienza psicanalitica è dovuto alla teoria sulla quale essa si appoggia come ai metodi di formazione particolare ch’essa veicola. Questa specificità non implica affatto che questa esperienza sia spogliata di ogni dimensione terapeutica, anche se la psicanalisi resta libera di definire la “guarigione” in un senso differente da quello medico e anche corrente, quello di un ritorno allo status quo ante. Il fatto di avere una dimensione terapeutica non implica confusione.

Per il bureau, Moustapha Safouan (dicembre 2004)





Sito realizzato da Silvia Lippi