Preambolo
Dieci anni dopo la sua creazione
ad opera dei suoi iniziatori è venuta la necessità di riattualizzare
l’inquadramento giuridico della Fondation Européenne pour la Psychanalyse su
basi più sicure e più chiare.
Nel mese di settembre 2003 si è tenuta a
Bruxelles una riunione del bureau allargato, composto dai quattro iniziatori con
i membri del segretariato internazionale.
Nel corso di questa riunione è
stato deciso di dare alla Fondation lo statuto di una Associazione denominata
Associazione Fondation Européenne pour la Psychanalyse, denominazione non
autorizzata in Francia, ma che la legge italiana aveva già permesso nel passato
(25-3-1992).
Grazie alla dr. ssa Muriel Drazien e alla dr. ssa Paola Carola,
che avevano assicurato quel primo inquadramento legale della Fondation nel 1992,
ha avuto luogo presso lo studio di un notaio a Roma il 14 maggio 2004 una
riunione, alla quale ha partecipato la maggior parte dei membri del bureau
allargato che si erano riuniti a Bruxelles.
Nel corso di questa riunione a
Roma, che aveva il valore legale di un’assemblea generale, i partecipanti hanno
dapprima approvato il nuovo statuto della Fondation, di cui si troverà qui sopra
sia il testo italiano che la traduzione francese. Quindi hanno proceduto
all’elezione del nuovo bureau della Fondation. Sono stati eletti : Moustpha
Safouan, presidente, Claude Dumézil e Luigi Burzotta, vice presidenti, Virginia
Hasembalg, tesoriere, e Joan Bauza, segretario scientifico. Questo bureau
resterà in carica per statuto fino al 14 maggio 2006, data in cui entrerà
effettivamente in carica il nuovo bureau che sarà designato per elezione già
nell’assemblea generale che avrà luogo in occasione del congresso di
Padova.
È importante rilevare che queste modifiche del nostro statuto non
cambiano niente quanto al posto che la Fondation Européenne pour la Psychanalyse
si è dato all’interno del movimento psicanalitico internazionale, così come è
stato definito dai quattro iniziatori nella prefazione dell’annuario 2000, qui
sopra riprodotto, né ai compiti che ne derivano.
Ricordiamo che la Fondation
Européenne pour la Psychanalyse non è una istituzione psicanalitica, nel senso
in cui una tale istituzione fa della formazione degli analisti il suo compito
prioritario. Essa è un luogo che permette a degli analisti appartenenti a
differenti istituzioni o non appartenenti ad alcuna, ma anche ai non analisti,
di procedere a degli scambi, relativi alla teoria psicanalitica, alleggeriti dal
peso della psicologia di gruppo, segnatamente per quanto concerne le sue
connessioni con il campo scientifico, nel senso più largo del termine, e
soprattutto per quanto concerne le sue incidenze sul piano istituzionale.
A
questo scopo abbiamo organizzato delle giornate consacrate alla pratica di
Lacan. Le comunicazioni fatte nel corso di queste giornate appariranno sotto la
forma di un’opera collettiva e speriamo che esse costituiranno un passo, seppur
minimo, verso la delucidazione di ciò che C. Dumézil chiama “la pratica
istituzionale” di Lacan.
In vista della preparazione del congresso di Padova
sulla psicanalisi e la scienza, abbiamo anche organizzato una serie di mezze
giornate consacrate a questo tema. Aggiungeremo questo anno un’altra serie
consacrata alla sessualità femminile, tema che, meglio di ogni altro, permette
di chiarire il senso della “funzione fallica”. Riteniamo che questa attività
prepara il terreno per abbordare il tema che proporremo, al congresso di Padova,
come tema del congresso successivo : la questione della fine dell’analisi e le
sue incidenze istituzionali.
Notiamo, per altro, che l’intervento dello stato
nel dominio di ciò che esso chiama (in Francia) la “protezione della salute
mentale” è continuato a crescere dopo la stesura della prefazione dell’annuario
2000. Ricordiamo dunque la posizione della Fondation su questa decisiva
questione, come si è potuto evincere dagli scambi che hanno avuto luogo nel
corso delle giornate ad essa consacrate.
1. La psicanalisi deve restare lontana sia dallo stato che dalla chiesa. Il riconoscimento e l’autorizzazione dell’analista non potrebbero in alcun caso dipendere dallo stato.
2. Nel caso in cui lo stato insistesse per introdursi nella “casa di porcellana” per riprendere l’espressone della prefazione del precedente annuario (2000), noi scegliamo il male minore, diamo cioè la nostra preferenza a una legge che fa dipendere il riconoscimento dell’analista dal riconoscimento che gli è dato dalla istituzione psicanalitica.
3. Il carattere specifico dell’esperienza psicanalitica è dovuto alla teoria sulla quale essa si appoggia come ai metodi di formazione particolare ch’essa veicola. Questa specificità non implica affatto che questa esperienza sia spogliata di ogni dimensione terapeutica, anche se la psicanalisi resta libera di definire la “guarigione” in un senso differente da quello medico e anche corrente, quello di un ritorno allo status quo ante. Il fatto di avere una dimensione terapeutica non implica confusione.
Per il bureau, Moustapha Safouan (dicembre 2004)
