Alcune incidenze della tecnoscienza
Jean-Paul Hiltenbrand
Quasi tutto ciò che distingue la nostra epoca dalle precedenti nel
bene come nel male, lo dobbiamo alla scienza. La nostra vita quotidiana e
la nostra organizzazione sociale tutte intere sono ciò che sono a causa
della scienza. Bertrand Russell, 1984
Le leggi e norme politiche fanno posto ad alcuni obblighi oggettivi della
civiltà scientifica e tecnica che non è possibile presentare
come decisioni politiche e che non possono essere compresi come norme in materia
d‚opinione e di visione del mondo (Weltanschauung). L‚idea di democrazia perde
così in qualche modo l‚essenziale di ciò che faceva tradizionalmente
la sua sostanza: l‚obbligo oggettivo che l‚uomo stesso produce in quanto scienza
e lavoro prende il posto della volontà politica del popolo. H. Schelsky,
1961
Queste due citazioni che ormai hanno cinquant‚anni sottolineano già
due fatti considerevoli: innanzitutto il carattere universale e universalizzante
del fenomeno scientifico ( B. Russel) e poi il suo carattere costrittivo che
sovverte l‚esperienza pratica dell‚uomo che pensa ingenuamente di guidare
la sua scelta e la propria esistenza. Deriva infine da queste due notazioni
che se l‚autentica decisione politica non può più esistere nel
quadro di una società organizzata secondo regole e postulati scientifici,
qualsiasi idea di etica viene revocata in un solo colpo.
Due secoli fa la scienza appariva un fattore d‚emancipazione contro l‚oscurantismo
( gli Enciclopedisti, l‚Aufklarung, Condorcet, etc.). Oggi la scienza si presenta
come processo di alienazione sociale collettivo,che annienta le funzioni
primitive della soggettività e distrugge i fondamenti del legame sociale.
Da allora la questione è sapere: secondo quali modalità la
scienza interviene nella nostra cultura e quali ne sono gli effetti osservabili
nella nostra clinica? In altri termini, le affermazioni tautologiche proferite
dagli autori citati e che si ritrovano regolarmente in altri successivamente,
detengono un fondo di verità? E in questo caso come dobbiamo descriverle
a partire dalla nostra clinica quotidiana?
Non possiamo entrare in questo dibattito e ricavarne qualche insegnamento
che se accettiamo di riconoscere che la scienza in quanto tale e soprattutto
in quanto pratica si è profondamente modificata da un secolo a questa
parte. Da procedura di ricerca e di scoperta essa si è progressivamente
trasformata in ricerca di applicazioni tecnologiche. I laboratori di pura
ricerca fondamentale si fanno via via più rari a detta dei ricercatori
stessi. Le nostre società e il discorso che veicola la nostra cultura
sono interessati solo dalla tecnoscienza, vale a dire le applicazioni tecnologiche
suscettibili di migliorare ancora il nostro benessere. ( cfr il nostro libro.
„Insatisfaction dans le lien social" Ed. Erès 2005).
Lacan ha tenuto conto di questa mutazione nel campo della scienza sia nel
suo progetto della psicoanalisi .come scienza che nell‚abbandono successivo
di questa prospettiva. Infatti non è solo il caso di riconoscere l‚impossibilità
della psicoanalisi come scienza ma di prendere in conto la mutazione stessa
della scienza in tecnoscienza.
Lacan ha parlato molte volte del discorso della scienza per affermare in
seguito che la scienza non è un discorso ma una scrittura, da cui la
sua analogia con l‚inconscio come scrittura. Tuttavia se torniamo alla nostra
cultura siamo messi a confronto proprio con un discorso sociale tecnoscientifico.
Questo discorso trae la sua importanza e la sua virulenza dal fatto che interviene
direttamente al livello del nostro corpo e del suo godimento. Godimento Altro
che Lacan ha situato nel nodo borromeo all‚intersezione del Reale e dell‚Immaginario:
godimento del corpo e della vita, che è fuori linguaggio. A cui oggi
conviene aggiungere: confort, benessere che porta ad una cultura dell‚edonismo,
e punto essenziale da sottolineare a causa delle sue conseguenze: un‚esistenza
possibilmente liberata dalla guerra e dai conflitti fallici perché
liberata dall‚eredità della funzione del Padre.
Tra le conseguenze del discorso della tecnoscienza che hanno un‚incidenza
diretta sul godimento del corpo, citiamo alcune tecniche della medicina: la
procreazione medicalmente assistita, la diagnostica preimpianto che permette
la scelta e la selezione dei patrimoni genetici (cf la minaccia di eugenismo),
la possibilità di cambiare sesso ( transessualismo), la procreazione
per le coppie omosessuali. La medicina stessa subisce una mutazione nella
sua pratica nel senso che il suo campo tradizionale era la malattia ( quindi
la patologia e la terapeutica), ora vede la sua missione estesa alla salute
in generale vale a dire che anche qui il suo intervento non riguarda solo
la guarigione ma in eguale misura il confort e il benessere. Il controllo
delle nascite ha modificato profondamente la relazione soggettiva delle donne
con la maternità e con il lavoro, il loro posto, il loro ruolo sociale
ne risulta sovvertito finanche nella relazione con l‚uomo e la famiglia, etc.
.non c‚è un solo settore dell‚esistenza moderna che non sia intaccato
dalla tecnoscienza.
In che cosa la tecnoscienza, a differenza della scienza, può essere
considerata come un discorso?. Se l‚agente di questo discorso non è
immediatamente identificabile, in compenso a livello della soggettività
individuale possiamo osservare che il godimento o il plus-godimento è
organizzato a partire dalla pullulazione di oggetti paramimici dell‚oggetto
piccolo a, inventati dal genio industrioso della nostra modernità (
per esempio l‚oggetto orale come pulsione di consumo, l‚oggetto anale nella
pulsione speculativa, l‚oggetto sguardo suscitato dai media visivi, etc .).
Forse questo discorso dovrebbe essere assimilato a quello formalizzato da
Lacan come discorso del capitalismo. Tuttavia a questo proposito va introdotta
una piccola restrizione: il capitalismo è sempre esistito ( cf. i lavori
di F. Braudel) ma la scientifizzazione avvenuta nel corso del XIX secolo
gli ha fatto subire una profonda metamorfosi ed anch‚esso è diventato
a sua volta tecnoscientifico.
Certamente la nostra clinica ci rivela una particolarità notevole,
quella del tipo di sapere in gioco e quella della relazione del soggetto con
questo sapere. Alla razionalità intuitiva (preconizzata dall‚Aufklarung
sempre abitata dal fantasma) il discorso tecnoscientifico sostituisce una
razionalità dettata dal prodotto della scrittura della scienza. L‚esempio
più sorprendente é la sfera dell‚economia invasa da formule
matematiche che i responsabili riescono difficilmente a tradurre in decisioni
e la cui pertinenza è controllabile solo alla luce dei risultati a
lungo termine (vedi a questo proposito la sperimentazione fatta dai „Chicago-boys
sull‚economia cilena devastata da ciò!)
La ragione cosiddetta scientifica trae i suoi principi al di fuori dell‚esperienza
soggettiva e mira a costituire dei saperi di esperti che sono profondamente
estranei all‚esperienza umana, devono solo essere applicati ciecamente essendo
la loro sola garanzia quella di essere scientificamente fondati. Questi saperi
di esperti sono accessibili su Internet o nelle librerie : le giovani madri
preoccupate di far bene hanno cura di lasciarsi guidare da questi testi. Così
il bambino non è più educato a dei fini di socialità
ma allevato secondo norme scientifiche a carattere prudenziale ( la sua alimentazione,
i suoi apprendimenti, la sua formazione, il suo divenire sono tracciati secondo
queste norme).
Non si gusta più insieme un piatto ben preparato, si consumano delle
proteine, dei lipidi, dei glucidi, delle vitamine, degli omèga 3. Non
si parla più, si sorveglia il contenuto del proprio piatto. Non si
discute più, ci si comunica della informazioni, degli avvenimenti,
dei fatti reali; molto rapidamente si diventa dei superdotati di saperi specialistici
e altrettanto rapidamente gli adulti appaiono come dei vaticinatori etico-politici
ignoranti.
Nel discorso tecnoscientifico la relazione all‚Altro è abolita, la
beanza e la contingenza che gli sono legate sono bandite, così come
è esclusa la dimensione del transfert tanto nel seno della famiglia
che è solo un‚assemblea di prestatori di servizi specifici, che nell‚insegnamento
dove si tratta solo di trasmettere questa expertise per dei fini pragmatici.
La pedagogia moderna nella sua concezione di trasmissione dei saperi non ha
d‚altra parte altro obiettivo che quello di evitare le nocività alienanti
del transfert. L‚ostacolo di soggettività costruite in questo modo
può rivelarsi considerevole e non è eccezionale incontrare
nella nostra pratica pazienti convinti che la psicanalisi è anch‚essa
un sapere di esperto. In taluni casi la conversione può rivelarsi
delicata da realizzare. Ma qui si constata che la "resistenza" all‚analisi
non è l‚affare di un soggetto e neanche di una qualche impresa di
denigrazione spesso mediatizzata, ma piuttosto il misfatto di una cultura
e di un discorso designato come tecnoscientifico.. La situazione è
solo più difficile perché sfugge all‚intenzione del paziente.
L‚ultima notazione deve essere consacrata alla sorte della funzione simbolica.
Se alcuni osservatori sottolineano oggi che le grandi istituzioni sociali
( Scuola, esercito, Stato, progetti politici e anche Chiesa, matrimonio, famiglia)
perdono il loro accento di primato, la ragione sta nel fatto che il discorso
dell‚Altro ha perduto anch‚esso il suo valore e la sua significazione. Dalla
descrizione presentata adesso deriva che dovendo l‚argomento d‚autorità
obbligatoriamente essere fondato da un sapere specialistico e non trovare
legittimità che grazie a questo ricorso, nello stesso tempo l‚Altro
e il suo desiderio sono in situazione di de-supposizione ( cf. l‚antica funzione
del soggetto supposto al sapere). Beninteso sullo sfondo è implicato
l‚interdetto dell‚incesto che permetteva di dare alla mancanza del soggetto
un Nome e grazie al Nome della mancanza di fondare il desiderio. Ma questo
non può aver luogo che nella misura in cui il Padre resta situato come
referente terzo, esterno cioè straniero (cf. la graziosa formula di
Lacan: la funzione del Nome-del Padre è più che compatibile
con la sua assenza) cioè nella capacità di operare da un posto
simbolico. Ed è per questo che la nevrosi deve tenerlo per morto. All‚inverso
fondare il Padre sull‚argomento scientifico si riduce ad invocare un Padre
Reale di tipo schreberiano. Ultima notazione: la tecnoscienza permettendo
l‚esame del patrimonio genetico autorizza ad affermare che il padre è
davvero Reale. "madre certa e padre certo" ecco infine la più bella
sutura di un Reale.