La funzionalizzazione del reale
di Marc Nacht
traduzione di Silvia
Lippi
I Casualità
L’oggetto della
scienza, l’oggetto che organizza il suo discorso, non è il reale ma la
conoscenza dei fenomeni e la loro maniera di mettersi in una relazione causale
rispetto alle osservazioni su tali fenomeni.
Il discorso
della scienza si stacca dalla trascendenza per mettere l’uomo di fronte
all’immanenza dei fenomeni e permettergli un controllo su questi ultimi al fine
di trarne profitto. In questo, il soggetto della scienza, identico al soggetto
cartesiano, diventa il soggetto del proprio discorso sui fenomeni ― trovandosi
allora lui stesso sotto le stesse insegne delle relazioni causali e della loro
ripetizione, come prova della sua esistenza. Questo è il soggetto dei
« Lumi », e quello dell’inconscio per la psicanalisi in quanto
« soggetto della scienza ».
Il metodo
fenomenologico della scienza fa si’ che il suo oggetto non saprebbe essere
definito come il « reale » nel senso lacaniano del termine. Questo
metodo, che dà alla matematica il ruolo di protagonista, si basa
sull’organizzazione delle percezioni e delle relazioni in stretto rapporto con
il reale.
Il soggetto
della matematica non è più « vero » che il soggetto del reale. Ragion
per cui, Lacan vedeva in questa pratica un’uscita possibile dalle alienazioni
immaginarie.
Si puo’ dire che
le matematiche aprono l’insieme, altrimenti chiuso, delle scienze. Il soggetto
della scienza moderna è sempre di piu’ confrontato a questa apertura inerente
alla matematizzazione dello strumento scientifico. Questa apertura sposta il
reale per effetto del calcolo, rimette in questione cio’ che operava come
contenuto fenomenologico del discorso della scienza, il tempo e lo spazio
euclidiano. Per dare un esempio preso dal campo della fisica quantistica, non
c’è identità immaginaria che tenga davanti il gatto di Schrödinger.
II La strumentizzazione, la parcellizazione
Da sempre la
scienza ha permesso la fabbricazione di strumenti. Questi hanno a loro volta
giocato un ruolo nello sviluppo dell’interrogazione scientifica all’interno
della quale hanno autorizzato delle nuove scoperte. L’accoppiata scienza/strumento è uguale alla
coppia teorizzazione/materializzazione di una civilizzazione. L’architettura
dei templi maya è indissociabile dalla cosmogenia di cui l’astronomia fu la
scienza.
L’evoluzione dello strumento
matematico per mezzo dell’informatica fa letteralmente uscire questo strumento
dale mani dell’uomo. Il pensiero di una matematica perfetta, al di là
dell’umano, secondo l’espressione di Brouwer e dei formalisti, si realizza
paradossalmente con i derivati elettronici della macchina di Turing. Il
processo tecnico messo in opera dalla potenza del calcolo tende a non essere
controllata che dal sistema superiore che ha prodotto lei stessa.
Per la prima
volta nella storia, la materializzazione precede la teorizzazione.
III Il reale non barrato
La teorizzazione
è l’attività del pensiero piu’ vicina all’espressione del desiderio nella sua
relazione con il fantasma che la anima.
Questo fantasma,
le cui vie sono sessuali, si scontra contro cio’ che lo struttura, $◊a.
Il processo di
materializzazione, uscito dalle macchine calcolatrici, tenderebbe a otturare il
« buco » del reale, là dove a
detiene una funzione immaginaria.
Il reale puo’
allora essere non-barrato. Non offre più la vacuità necessaria al funzionamento
del desiderio e rende inutile l’indeterminismo nel quale Karl Popper vedeva la
libertà dell’uomo.
IV La chiusura del reale
Il movimento di
apertura delle scienze, legato alla meccanizzazione del calcolo, genererebbe
cosi’ anche il meccanismo inverso : la chisura del reale sui dati reali
della sua esplorazione. Chiudere il reale nell’illusione di un Tutto funzionale
è l’essenza del totalitarismo.
L’ultimo uomo di
Nietzsche non mancava più di niente e inaugurava, bien avanti la messa in opera
nazista, il proseguimento di questa « terza artificiosità… abbastanza
reale per fare che il reale sia più puritano a promuoverlo che la
lingua ».
Lo sviluppo
delle tecniche, che diventa ancora più autonomo rispetto al pensiero
scientifico ―la conoscenza cede il passo all’uso―, conduce a una
generalizzazione del pensiero funzionale. Il pensiero funzionale risponde
all’essenza di totalitarismo che vuole ridurre l’individuo a un corpo
funzionale all’interno di un corpo sociale unificato.
Il totalitarismo cosi’ definito corrisponde
a cio’ che in epistemologia viene chiamato « determinismo forte ». Per
esempio, se la posizione di un oggetto e la forza che si esercita su di lui
sono chiare in un determinato momento, la sua evoluzione stessa ne è
determinata.
Naturalmente non
esiste una relazione di causa-effetto diretta fra quello che fu la pietra
angolare della fisica newtoniana e il totalitarismo, ma è sufficiente
sostituire, a un dato momento, alla conoscenza della posizione dell’oggetto una
definizione funzionale ―che riduca le possibilità di un cambiamento della sua
posizione―, per passare dal determinismo fisico a un neodeterminismo conforme
all’ordine totalitario.
Non prendero’
che un esempio di questo totalitarismo, nella sua versione leggera, evocando i
codaggi informatici che servono sempre di piu’ all’identificazione
amministrativa dei cittadini. Se un tale codice non rende completamente conto
del vostro stato e che vi ritrovate in un sistema che non tiene conto
completamente di tale o tale delle vostre particolarità ―situazione che puo’
avere delle conseguenze problematiche―, non è che un affare di svilupppo e di
progresso. Un giorno il sistema conterrà tutto, sarà perfetto… e anche voi. Un
altro esempio, la riduzione del sintomo e della sua complessità a un problema di
ordine comportamentale nella classificazione DSM3.
Il soggetto
dell’universo tecnologico (da distiguere dal soggetto della scienza) e quindi
in esclusione inerna. Esso si trova definito e identificato a cio’ che non è ma
che dovrebbe essere. In compensazione ―e si tratta di una compensazione
considerabile―, un tale soggetto si vede dotato, in qualche modo, degli oggetti
che sarebbero la fine stessa del suo stesso desiderio : l’oggetto perduto
gli è proposto senza tregua come ritrovabile, se non ritrovato.
La psicanalisi
non puo’ opporre a questa tendenza che una leggera resistenza : cio’ che
essa propone è piuttosto dell’ordine della perdita, dell’incerto, del labile.
Il metodo
psicanalitico è l’inverso dell’utilitarismo tecnologico. La concezione stessa
del transfert come messa in atto dell’inconscio del soggetto sarebbe piuttosto
d’ordine quantico.
Non esiste
soggetto dell’inconscio senza l’osservatore che ne provoca l’atto.
Marc Nacht
Membro
dell’Association lacanienne internationale
et della
Fondation Européenne pour la Psychanalyse.
Riassunto :
L’evoluzione
delle scienze, dipendenti dalle nuove tecnologie dell’informatica dei calcoli,
modifica il nostro rapporto al reale. La strumentalizzazione del reale delle
nuove tecnologie e delle loro applicazioni non puo’ non avere delle risonanze
ideologiche, sociali e politiche.